il Giappone in Italia


Ningyōchō (人形町)

(segue racconto del mio primo viaggio nel posto)
Eccomi qui.
Racconterò oggi dei miei viaggi in Giappone.
Tutto ebbe inzio nel lontano 2009. In passato avevo già fatto alcuni viaggetti. Ero stato in Olanda per 4 volte (3 volte me la sono fatta in macchina da Roma ad Amsterdam e ritorno...si lo sò non sono normale), 3 volte a Parigi (ti dirò, non è che mi abbia mai "preso"), ad Ibiza, a Djerba (Tunisia), a Paxos (un'isoletta greca dove mio padre doveva fare un lavoro per un architetto che aveva dimora lì), ad Helsinki e Tallin, a Sherm El Sheikh (Egitto), quindi in Vietnam e una scappatina di un giorno ad Hong Kong.
Ma nel 2009 decisi che era tempo di andare in Giappone, destinazione Tokyo.
Qui sotto ero in attesa di partire per Tokyo e l'emozione era ai massimi livelli, anche perchè vicino a me nell'attesa della chiamata per il check in sedeva una bellissima giappica che mi aveva già rapito il cuore e mi resi subito conto che avrei dovuto lottare con tutte le forze per non rimanerci secco nel vedere tante belle ragazze una volta arrivato nel luogo da dove vengono prodotte.
Perchè secondo me sono costruite. Tanta bellezza non può essere frutto solo di una relazione umana. Voi cosa ne pensate?
Questo è l'aereoplano della JAL che si prese il compito e la grossa responsabilità di portare il sottoscritto in quel di Tokyo, nonostante dovesse essere risaputo a tutti che soffro di una rara malattia nota come "giapponesite acuta cronica degenerativa", in soldoni vado pazzo per le ragazze giapponesi!!
La JAL allora faceva ancora voli diretti per Roma e Osaka, ma dopo un anno se non sbaglio terminò il servizio ed ora se si vuole viaggiare con la JAL si spende certamente di più (io pagai il biglietto sui 600 euro A/R) e bisogna fare scalo, tranne che se si prende Alitalia (per carità...).
Avevo prenotato un albergo in zona Ningyouchou, vicino Nipponbashi, non lontano dalla stazione centrale. La stazione della metro era a pochi passi, eccola:
Questa è la reception dello Sumisho Hotel, a Ningyou-chou. Come hotel non era un granchè, ma il prezzo era buono.
Per la prima volta ho fatto la conoscenza con le stanze microscopiche giapponesi, dove entra spesso a malapena un letto e una mini-scrivania. Per collegarsi ad internet c'era un mini-computer di fronte alla reception, ma con l'aria condizionata sparata al massimo sul collo. Si rischia la vita.
Il personale poi parlava praticamente solo giapponese e qualche vocabolo a caso di inglese.
Ma me la sono cavata, fratelli.
Ningyouchou non è un quartiere molto interessante. Niente di strepitoso da vedere e la sera è quasi un mortorio. Anche la qualità dei ristoranti non è un granchè. Li ho provato una pizza con i gamberetti e maionese che mi è rimasta sullo stomaco per mesi. Era un ristorante pseudo-italiano.
C'era poi un ristorante specializzato nella carne di orso, ma era costosissimo e poi per fortuna un sushi-ya niente male, dove per ordinare hai un piccolo schermo davanti e devi fare tutto elettronicamente, quindi ti arriva il piatto ordinato con un carrelino automatico che si ferma proprio davanti a te, scarica il cibo e se ne va. Roba da matti.
 
Camminando per il quartiere, ma la stessa cosa accade in ogni parte della città, ci si imbatte tra un palazzo e l'altro in qualche tempietto come questo, dove le persone vanno a pregare per qualcosa e poi tornano a casa o al lavoro.
In questo caso non sò se rimasi colpito più dal tempietto o dalla ragazza che pregava, ma giurerei che si trattava della seconda scelta.
Qui mi ero fermato a leggere degli annunci in una bacheca pubblica... (voi ci credete?)
Come ripeto Ningyouchou non offre molte attrazioni, ma a me anche una scritta giapponese, un albero ben curato o un parco dove giocano i bambini riempiono il cuore e spesso mi sono fermato proprio ad ammirare cose "insignificanti" come queste.
Questo sotto è un negozio di kimono che ho incontrato durante una delle mie passeggiate mattutine.
In Giappone potete vedere persone vestite con abiti occidentali ma anche con abiti tradizionali.
Ancora oggi molte ragazze usano il kimono, specialmente in occasioni particolari, come durante i matsuri, le feste che si svolgono in Giappone in occasione di eventi importanti o per celebrare qualche divinità (kami).
Se volete saperne di più sulle religioni giapponesi andatevi a leggere l'articolo nella sezione apposita del sito!
Questa foto sotto era esposta sulla parete di un palazzo e credo proprio che voglia far notare come fosse uno dei pochi rimasti in piedi dopo i bombardamenti americani a Tokyo durante la seconda guerra mondiale.
E' impressionante vedere come era ridotta la città allora, e ancora più impressionante vedere come Tokyo sia risorta dalle macerie e sia diventata quella megalopoli che è oggi.
Termino la mia descrizione di Ningyouchou con questa immagine:
Spesso sulle facciate dei palazzi, ci sono immagini a volte davvero molto interessanti, come quella sopra.
Ningyouchou come ripeto per l'ultima volta (e bastaaaa, dirà qualcuno di voi), non merita certo una visita particolare, ma una fugace magari si, per rendersi conto com'è la vita in città in quartieri non rinomati o meta di turisti, non incasinati la sera fino a tardi. E' tranquillo, la notte silenzioso, ma io ci sono affezzionato perchè è il primo luogo del Giappone che mi sono ritrovato ad esplorare.
Si arriva a Ningyouchou con l'Hibiya line o l'Asakusa line.
 

Ningyōchō

24.03.2014 23:29

Ningyou ichi doll market

A metà ottobre si svolge lungo la strada Ningyouchou dori si volge un festival delle bambole (ningyou in giapponese signfica "bambola"), con bambole e giocattoli esposte lungo la "strada delle bambole".

 

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Galleria foto: Ningyōchō

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