il Giappone in Italia


Kune Kune

Kune Kune

Questa leggenda giapponese è legata alla campagna e a strane apparizioni.

Kune Kune è uno "scarabocchio" che si muove avanti e dietro.

Nessuno riesce a ricordare che forma assuma quello strano disegno perchè dopo averlo visto si perde la memoria.

Si racconta ad esempio di un ragazzo che si recò con il fratello più piccolo dai nonni, in aperta campagna e che quando erano lì tra i campi ad ammirare il panorama, il fratellino richiamò la sua attenzione indicando qualcosa in lontananza tra l'erba.

Lui replicò che forse era uno spaventapasseri, ma il fratellino gli rispose che gli spaventapasseri non si muovono.

Il fratellino tirò fuori un binocolo ma il ragazzo glielo strappò di mano dicendo che lui era più grande e aveva il diritto di vedere per primo di cosa si trattava.

Ma tutto d'un tratto sbiancò in volto dicendo "eccolo...eccolo...".

Corse verso casa senza dire nulla ma con il terrore negli occhi.

Il fratellino non ebbe il coraggio di guardare anche lui di cosa si trattasse e seguì il fratello.

Il nonno andò incontro ai due e chiese cosa ci facessero con il suo binocolo.

"Stavamo guardando quella cosa bianca in lontananza" risposero i due, ed il nonno ad alta voce li sgridò dicendo che non dovevano farlo.

Il giorno dopo i nonni non fecero uscire di casa i ragazzi e chi aveva visto quella cosa non smetteva di ridere senza motivo, ma con la paura negli occhi, con un modo di fare da pazzo.

Un'altra storia narra di un ragazzo che andò in riva al mare con lo zio il quale notò qualcosa che si muoveva in lontananza. Restò terrorizzato da cosa vide e gridò al nipote di scappare via. Così fece ed arrivato a casa dei nonni raccontò la cosa. Il nonno disse che si tarttava di Kune Kune e che doveva andare a salvare il figlio.

Così tornò con il nipote nel luogo dove era rimasto lo zio e lo trovarono lì come paralizzato, che continuava a fissare quel punto dove ora non c'era più nulla.

Il nonno riportò il figlio a casa pregando per lui, ma il figlio divenne schizofrenico e non guarì più.