il Giappone in Italia


Lezione 1 

Eccoci qui. Iniziamo oggi un’avventura che ci porterà alla conoscenza della lingua giapponese, almeno quel tanto che basta per potersela cavare nella daily conversation. Cominciamo a vedere il seguente testo:
 
FLAVIO SAN, KOCHIRA WA ALESSIO SAN DESU
ALESSIO SAN WA DAIGAKU NO GAKUSEI DESU
In Giappone le persone non vengono mai chiamate con il nome o il cognome o entrambi senza niente dopo, ma si usa un suffisso che può variare a seconda delle situazioni. SAN è il più usato e va bene sia per i maschi che per le femmine. Va posto sempre dopo il nome/cognome.
 

Se la persona con cui parlo vuole essere amichevole, o è di stato sociale superiore al mio, mi chiamerà Flavio san. Se vuole mantenere un certo distacco mi chiamerà Spezzacatena san, usando il cognome.

Il WA (letteralmente scritto HA, ma pronunciato “wa”), è una particella che viene posta per evidenziare l’argomento della discussione, ma lo studieremo più approfonditamente più avanti.
 

KOCHIRA significa “questo”. Quindi KOCHIRA WA ALESSIO SAN DESU vuole dire “questo è Alessio”. Quindi ci si sta presentando: “Flavio, questo è Alessio!”.

DESU rappresenta il verbo essere e a differenza dell’italiano non ha declinazioni e non varia a seconda della persona cui si riferisce. Non sarà dunque “io sono, lui è, noi siamo,…”, ma “io essere (DESU), tu essere, noi essere,…”.
 

La seconda frase quindi è abbastanza comprensibile e significa Alessio (sempre accompagnato dal SAN) è uno studente (GAKUSEI) universitario.

DAIGAKU significa “università”. NO è una particella che indica il possesso, l’appartenenza a qualcosa. DAIGAKU NO GAKUSEI significa quindi “studente appartenente all’università, dell’università, studente universitario”.
 
Approfondimento:
 
Come abbiamo detto, per identificare una persona, poniamo SAN alla fine del nome della stessa, ma al posto di SAN si possono anche trovare altre particelle. Vediamole tutte:
 
SAMA è posto dopo il nome/cognome di una persona verso la quale vogliamo evidenziare rispetto. Ad esempio la utilizza il subordinato rispetto al superiore, o il commesso rispetto al cliente. Se sentite il vostro nome accompagnato da SAMA significa che la persona che avete di fronte vuole esprimervi rispetto.
 
CHAN è invece usato tra amici, ed in particolare viene posto dopo un nome femminile. E’ un suffisso affettuoso. Se vi chiamano LETIZIA CHAN, vuole dire che la persona vi conosce oppure vuole esprimervi amicizia.
 
KUN è al contrario utilizzato per i nomi maschili, alla stessa stregua di CHAN. Se mi chiamano FLAVIO KUN significa che vogliono esprimermi amicizia o chi lo fa è già mio amico. Si usa anche in famiglia, come CHAN. In realtà a volte si può sentire KUN posto dopo un nome femminile, o CHAN dopo un nome maschile. E’ una maniera scherzosa di riferirsi ad un amico/a. Un mio insegnante giapponese in passato mi disse che non è vero, che non viene mai utilizzato con nomi femminili, eppure se vedete il J-dorama “Rich man poor woman” noterete che in una puntata il protagonista (Hyuga Toru nel drama) si rivolge alla protagonista (la bellissima Ishihara Satomi) chiamandola “Makoto kun”. Se si è in confidenza si può fare. E fanculo al prof ignorante.
KUN e CHAN sono usati naturalmente quando ci si rivolge a bambini, invece del più formale SAN.
 
Siccome questo corso lo gestisco io e voglio renderlo non troppo pesante, ho deciso ogni tanto di prenderci una pausa postando all’interno della lezione un qualcosa di relativo al Giappone, ed oggi per alleggerire la lezione vi posto questa canzone che è la colonna sonora del J-dorama or ora nominato, che potete andare a vedere su Crazydrama.net (aggiornamento: hanno chiuso il sito!!! Andate su gooddrama.net), con le immagini del drama:
 
Riprendiamo ora la lezione e riprendiamo a parlare della particella NO.
Come detto indica appartenenza, possesso. Se devo quindi dire che io lavoro alla Toyota (magari...), dirò:
WATASHI WA TOYOTA NO FLAVIO DESU = io sono Flavio della Toyota
WATASHI significa quindi "io".
KORE WA FLAVIO NO KURUMA DESU = questa è la macchina di Flavio
KORE traduce "questa", ma trattandosi di oggetto e non di persona lo utilizziamo al posto del già visto KOCHIRA, anche se potrebbe essere anch'esso utilizzato in questa frase.
KURUMA significa "macchina"
Siete stanchi? E allora riposiamoci ancora un pò andandoci ad ascoltare ancora la stessa canzone presente all'interno del suddetto J-dorama, in versione cd. Entrambe le canzoni sono opera di Miwa.
Piccolo vocabolario:
GAKUSEI = studente
DAIGAKU = università
KOCHIRA/KORE = questo
WA = particella che indica l'argomento
SAN/SAMA/CHAN/KUN = suffissi che vengono posti dopo il nome/cognome
NO = particella che indica possesso, appartenenza
WATASHI = io
KURUMA = macchina
DESU = verbo essere
Per ora interrompiamo qui il discorso. Se la lezione vi è piaciuta bene, altrimenti non so cosa farci. A me ogni cosa che riguarda la cultura giapponese mi prende e se avessi trovato una lezione come questa da qualche parte anni fa mi sarei appassionato. Alla prossima!!!